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ivi sempre più ornarsi, avendo maggior tempo di dedicarsi allo studio, e molto potendo giovarsi del consiglio di quegli uomini illustri di cui suo marito piacevasi a circondarsi. Essa fu la prima donna di Casa Savoia che si compiacque nella lettura del Poema di Dante, di cui allora infiniti erano gli ammiratori, e la pubblicazione recente, e del quale nella Biblioteca Viscontea eranvi sei esemplari. Possedeva in proprio parecchi libri che fecero parte di quella Biblioteca, rapita all’Italia da Luigi XII e che ora arricchisce la Nazionale di Parigi. La maggior parte erano libri religiosi, quali li richiedeva l’epoca, e scritti in latino; uno fra gli altri, a lei carissimo perchè regalatole dal figlio, ed un altro di preghiere, chiamato Officio, stato comprato per lei a Parigi nel 1366, per una somma equivalente a lire 1497 e 97 centesimi delle nostre.

Il Castello aveva una Cappella ricca di ornamenti e di reliquie, dove un Cappellano celebrava la Messa tutti i giorni, e dove alla Duchessa piaceva tanto di raccogliersi, mentre le sue figliuole preferivano il giardino con tutti i graziosi e ricchi annessi. Isabella era creatura dolce e mite, Violante riuscì donna di animo tenero e soave, e di rado in una casa si trovarono insieme tre spiriti gentili ed eletti quali queste tre principesse, che per ciò erano fatte segno all’attenzione generale. Fra loro non corse mai il più lieve dissidio, ed anime nobilissime in belle persone, soltanto il cielo può sapere quanto bene abbiano operato riunite, su nature come quelle di Galeazzo II e del Conte di Virtù.