Pagina:Geografia fisica, Geikie 1878.djvu/25

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Il giorno e la notte. 17


34. L’asse della terra, cioè quella linea imaginaria che passa per tutti i centri descritti della terra, se rota sopra sè stessa, riesce naturalmente a due punti opposti della sua superficie. Questi si chiamano poli, e si distinguono coi nomi di polo nord e polo sud. Essi sono rappresentati dai due punti opposti per cui è fissato alla sua armatura il globo artificiale.

35. La terra compie il suo moto di rotazione intorno all’asse in 24 ore. Il sole intanto risplende sempre fisso al suo posto. Possono però riceverne la luce soltanto quelle parti della superficie terrestre che sono rivolte verso di esso in quel momento. Vi ha dunque alternatamente una metà della terra nella luce e un’altra metà nell’ombra, precisamente come avveniva pel globo artificiale tacendolo girare al lume della candela: ma le due metà si cambiano continuamente, passando a ricevere la luce quella che si trovava nell’ombra, e viceversa. Se la terra non girasse, una sola metà della sua superficie sarebbe sempre illuminata, mentre l’altra metà sarebbe sempre avvolta nelle tenebre. Così invece su tutta la terra si alternano il giorno e la notte.

36. Il sole sembra muoversi da oriente ad occidente. Il moto della terra ha dunque luogo necessariamente nel senso opposto, cioè da occidente ad oriente. Al mattino noi siamo trasportati, girando, verso il sole, il quale appare ad oriente. Esso sembra salire la vôlta del cielo, finchè a mezzodì si trova precisamente nel punto più elevato, in direzione colla nostra testa. Ma a poco a poco discende verso occidente, mentre la terra, girando incessantemente, ci ripiomba un’altra volta nell’ombra. Ma anche durante la notte, noi possiamo desumere il moto della terra da quello delle stelle,