Pagina:Geografia fisica, Geikie 1878.djvu/48

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40 Prime nozioni di Geografia fisica.


92. Neve. — Ma vi ha un’altra forma assai meritevole di considerazione, che prendono le gocce d’acqua che si dipartono dalle nubi per cadere al basso. Se quell’acqua si raffredda quanto basta, in luogo di gocce di pioggia, cadono falde di neve.

93. Se voi fate riscaldare un pugno di neve, si scioglie in acqua. Se esponete quest’acqua all’aperto, a suo tempo svapora. Il vapore, la pioggia, la neve, non sono che forme diverse di una stessa sostanza. Ecco dunque dimostrato un’altra cosa importantissima, cioè che l’acqua può sussistere nell’atmosfera o dovunque sotto le tre forme: gazosa, liquida, solida. La neve non è che acqua allo stato solido.

94. Nelle notti gelide, gli stagni si coprono di una crosta di ciò che chiamasi ghiaccio. Voi potete spezzare quella crosta e sminuzzarla; ma se il freddo dura, si forma una nuova crosta, la quale riunisce e cementa i frantumi della vecchia. Quanto più il freddo è intenso e dura lungo tempo, la crosta si ingrossa, fino al punto che tutta l’acqua dello stagno è divenuto un sol pezzo di solido ghiaccio. Prendendone un frammento, lo trovate freddo, fragile e trasparente. Portatelo in un ambiente caldo, e lo vedrete ben tosto sciogliersi in acqua, e quest’acqua potrete facilmente ridurla, come era prima, in istato di vapore. Ghiaccio è il nome che si dà generalmente all’acqua, quando si trova allo stato solido: la brina, la neve, la grandine, non ne sono che altrettante forme accidentali. Quando la temperatura dell’acqua si abbassa sotto un certo grado (quello che nei termometri ordinarî è segnato zero) si congela, e il punto in cui avviene il fenomeno si dice punto di congelamento (Prime nozioni di fisica, § 51).