Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/178

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156 LA GERUSALEMME

LXXXVI.


     Mentre a ciò pur ripensa, un messo appare
Polveroso, anelante, in vista afflitto,
In atto d’uom, ch’altrui novelle amare
684Porti, e mostri il dolore in fronte scritto.
Disse costui: Signor, tosto nel mare
La grande armata apparirà d’Egitto:
E l’avviso, Guglielmo il qual comanda
688Ai liguri naviglj, a te ne manda.

LXXXVII.


     Soggiunse a questo poi, che dalle navi
Sendo condotta vettovaglia al campo,
I cavalli, e i cammeli onusti e gravi
692Trovato aveano a mezza strada inciampo:
E che i lor difensori uccisi, o schiavi
Restar pugnando, e nessun fece scampo;
Da’ ladroni d’Arabia, in una valle,
696Assaliti alla fronte ed alle spalle.

LXXXVIII.


     E che l’insano ardire, e la licenza
Di que’ barbari erranti è omai sì grande,
Ch’in guisa d’un diluvio intorno, senza
700Alcun contrasto, si dilata e spande;
Onde convien ch’a porre in lor temenza
Alcuna squadra di guerrier si mande,
Ch’assicuri la via che dalle arene
704Del mar di Palestina al campo viene.