Pagina:Giannone, Pietro – Del regno celeste, 1940 – BEIC 1830525.djvu/62

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56 DEL REGNO CELESTE e nella greca sono piú scrittori: Niceforo, Cristopulo ed altri rapportati da Bingamo (1; che testificano che ne’ secoli seguenti, fino al presente, ancora sia ritenuto da piú nazioni ed infra l’altre da’ moscoviti e da’ russi che vivono col greco rito. Il vero si è che l’antica credenza de’ padri non era appoggiata che alle loro speculazioni ed interpretazioni, non giá ad un fermo e stabile fondamento della divina parola, la quale non parlò dell’eucaristia se non per gli uomini adulti, i quali potevano esser capaci ed idonei non solo a mangiar pane e ber vino, ma anche del misterio della cena, la quale fu introdotta per commemorazione della passione, travagli, spargimento di sangue e morte di Gesú Cristo, e per quel fine che di sopra fu esposto. E che avrebbe dovuto farsi con tante nazioni gelate e settentrionali, che non ebbero, né ora hanno né conoscono vino né viti, e si vagliono d’altre bevande? Oltreché i padri stessi, e specialmente sant’Agostino, insegnarono che negl’infanti la lavanda o pure l’immersione nell’acqua gli faceva partecipi pure spiritualmente del sangue e corpo di Cristo, siccome fino all’ultima evidenza con piú chiari passi de’ padri ha ben dimostrato Bingamo i 2 >. Per la qual cosa, siccome la confirmazione o sia cresima si adoperava dopo il battesimo degl’infanti, cosí facevasi dell’eucaristia, come di un rito sagro, non giá assolutamente ricercato e necessario; sicché, omesso, il battezzato non potesse salvarsi. Aggiunge Bingamo un’altra convincentissima ragione che bisogna rapportare colle sue medesime parole: «Quia quae inter circumcisionem et baptismum, eadem etiam inter agnum paschalem et coenam proportio et convenientia est. Iamvero infanti israelitico aditus patebat ad foedus cum Deo per circumcisionem, quae illius erat sigillum: non autem ad sacramentimi agni paschalis usque dum paretites interrogare posset, ’ Quae est religio haec’(Exod., XII, 26). Ila infanti ad foedus christianum aditus patet per baptismum, non autem ad eucharistiae sa~ cramentum, antequam hoc celebrare potest in commemorationem (1) Op. e loc. cit. ( 2 ) Op. cit., XI, x, 4.