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474 Firenze Vecchia

viaggio di due giorni in carrozza, per comprarsi i vestiti da inverno o da estate a seconda della stagione, perchè oltre al gran risparmio c’era la novità del disegno e della stoffa da parer roba che non la potessero aver che i signori.

Quelli del popolo che erano appassionatissimi per il nuoto, e che non potevano andare ai bagni di Livorno o della Porretta, facevan di necessità virtù e si contentavano di quelli d’Arno.

Ingresso ai bagni della Vagaloggia fuori della Porticciuola.

Le località non mancavano; ed una delle più frequentata era la Vagaloggia, fuori della Porticciuola del Prato, dov’erano le molina, che rimanevano precisamente di fronte dov’è oggi il palazzo Favard.

Ai bagni della Vagaloggia si entrava dalla Porticciuola; e voltando subito a sinistra, ove erano i molini, si trovava una specie di viottolo fiancheggiato da piante d’arancio selvatiche, ed altri alberetti. Arrivati in fondo, c’era una piazzetta dalla quale s’entrava in uno stanzone, alle cui pareti in alcuni punti per i più ambiziosi, che dopo fatto il bagno volevano pettinarsi, v’erano dei pettini di legno da cavalli,