Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/137

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LA CASTALDA 127

Corallina. (Conviene ch’io procuri di sconsigliarlo). (da sè)

Pantalone. Cossa me diseu sul proposito che ave sentìo? Faràvio mal, se me mandasse?

Corallina. Malissimo; non potreste far peggio.

Pantalone. Mo perchè?

Corallina. Per più ragioni, signore: se lo faceste per aver successione, vi converrebbe sposar una giovane, e questa, poco contenta della vostra età, vi farebbe disperare per tutti i versi. Voi siete avvezzo a godere fino al giorno d’oggi la vostra libertà; perchè volete perderla miseramente, allora quando ne avete più di bisogno? Se lo fate per il governo, a chi ha denari, come voi avete, non manca servitù, assistenza, governo. Se poi la vecchiezza in voi fa quegli effetti che non ha fatto la gioventù, prendete aria, fatevi passar il caldo, e imparate da me che, benchè giovane, donna e vedova, sacrifico volentieri tutti gli stimoli dell’appetito al tesoro preziosissimo della cara mia libertà.

Pantalone. (Ho inteso, no faremo gnente). (da sè)

Corallina. Piuttosto pensar dovreste, signore, a collocar la nipote. È tempo che le troviate marito. Che volete voi fare di quest’ impiccio in casa? Dovreste esserne bastantemente annoiato.

Pantalone. Gnente, fìa. A mi la me serve de devertimento.

Corallina. Buon pro vi faccia. Se a voi serve di divertimento, a me riesce di poco gusto.

Pantalone. Sì, ve compatisso, cognosso anca mi che sta putta in casa ve dà del da far. La mariterò; lo farò presto, più per contentarve vu, che per contentarla ela. Cara Corallina, vedè se son pronto a darve ogni sodisfazion; ma vorria che anca vu buttessi un pochetto più condessendente con mi; che ve uniformessi un poco più al mio genio, alla mia inclinazion.

Corallina. In che proposito, signore?

Pantalone. Sul proposito che v’ho dito. Mi me vorria maridar.

Corallina. Non seconderò mai una simile bestialità. E se la fate, Corallina non è più per voi.

Pantalone. Ma pussibile? ...