Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/23

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imitarla. Essi per altro, che credono empio il Teatro senza conoscerlo (siccome noi barbari sogliamo chiamare que’ popoli, de’ quali siamo poco a nulla informati) scagliano il loro zelo contro la disonestà degli Attori, contro il comodo, l’occasione e il pericolo degli spettatori. In quanto ai primi, cent’anni ormai sono, che portato dal genio mio teatrale, conversare ho dovuto con tutti quasi gli Attori nostri dell’uno e dell’altro sesso. Ho ritrovato fra questi delle donne lubriche, degli uomini scostumati, colle passioni istesse, coi medesimi vizj, come in altre brigate, in altri ordini di persone, in tante case, in tanti luoghi più rispettabili ho1 ravvisati. Ma vi ho trovato altresì uomini di tanta onestà, donne di tanta morigeratezza, che vergogna farebbono alle più ritirate. La giustizia ch’io rendo a tali discreti Attori, a tante oneste Attrici, non mi può essere imputata a passione. Informisi chi non lo crede, e troverà certamente che se il Teatro non è una scuola delle più austere virtù, troppo ingiustamente si sfregia col titolo di scandaloso.

Che gli Spettatori trovino ne’ loro palchetti il comodo d’amoreggiare, può anche esser vero, ma cotal comodo non manca loro nelle conversazioni, nelle villeggiature, e pur troppo ne’ luoghi ancora più venerabili e santi; e può anzi credersi, a parer mio, che l’ammirazione dello spettacolo teatrale divida il cuor dell’amante, il quale in altro luogo, senza la distrazione delle scene, tutto al suo Idolo lo consacrerebbe; e se talvolta una moralità d’un Attore, una sentenza, un accidente, un rimprovero tocca al vivo le piaghe di una spettatrice male educata, può avvenir facilmente, che dalle scene riporti quella correzione che la madre avida, o condescendente, non le averà per avventura mai fatto. Ecco il bene della Commedia onesta; Voi anche di questa ne avete dati gli esempj, ed io seguendo, benché da lungi, le tracce Vostre, non già con quella moderazione che Voi, per non abbandonare le serie occupazioni, osservaste, ma giunsi fino sovra i cartoni del Codice e dei Digesti ad abbozzare Commedie. Prendetevi

  1. Pap.: ne ho.