Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/290

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278 ATTO PRIMO

Arlecchino. Bastonade?

Corallina. E di che sorta! E poi anderai alla guerra, a pericolo di perder un braccio,1 di perder un occhio, o di perder la testa.

Arlecchino. La testa? No vôi alter soldado.

Corallina. Caro Arlecchino, se mi avessi voluto bene, non avresti fatta questa risoluzione.

Arlecchino. Gnente, ghe remedio subit, ghe dagh indrè la so roba, e desf ogni cosa.

Corallina. Sì, caro Arlecchino, mettiti in libertà.

Arlecchino. Va a ca, aspettame, che adesso vegno.

Corallina. Guarda di non mi burlare.

Arlecchino. Ti vederà.

Corallina. (Povero Arlecchino! gli voglio bene. Un marito sciocco come lui non lo trovo, se lo cerco per tutto il mondo). (da sè, parte)

Arlecchino. Alla guerra? Perder la testa? Perder Corallina? Oh, no vôi alter. Sior caporal, una parola.

Caporale. Che cosa volete?

Arlecchino. Tolì el voster abit, tolì el voster felippo, e no vôi alter da vu.

Caporale. Come! siete pazzo?

Arlecchino. Ve digh che no vôi alter.

Caporale. Siete rimesso, siete nel ruolo, avete avuto l’ingaggio, avete avuta la montura, non è più tempo di dir non voglio.

Arlecchino. O tempo, o no tempo, tegnì el voster vestido. (vuole spogliarsi)

Caporale. Giuro al cielo, non vi spogliate.

Arlecchino. E mi me voggio spoiar.

Caporale. Vi bastonerò.

Arlecchino. Chi bastonerì?

Caporale. Voi.

Arlecchino. Sangue de mi, ve pelerò i mustacchi.

  1. Segue nell’ed. Pap.: «Art. Eh, ghe n’ho do. Cor. O di perder un occhio. Arl. Ghe n’ho do. Cor. O di perder la lesta. Arl. Oh, la testa mo l’è una sola. No vôi ecc.».