Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/322

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Alonso. Cara Rosaura, se ricuso di battermi, ho perduto l’onore.

Garzia. Questa volta non vi risparmierò la vita.

Corallina. (Or ora si sbudellano qui). (da iè, parte)

Alonso. Usciamo di questa casa.

Rosaura. Oh cielo!

Beatrice. Fermatevi. (a don Garzia)

Garzia. Non mi rompete il capo. (a Beatrice)

Beatrice. Sono la vostra sposa.

Garzia. Siete il diavolo che vi porti. (a Beatrice

SCENA Vili.

Corallina, Brighella e detti.

Corallina. Eccoli, eccoli.

Brighella. Presto, signori, el suo reggimento l’ è destina de parada.

Garzia. Dove?

Brighella. No la sa? 1 ha da moschettar un desertor.

Garzia. Chi è costui?

Brighella. Un certo Arlecchin Battocchio.

Corallina. Arlecchino è disertore ? L’ hanno da moschettare ?

Brighella. Signora sì.

Corallina. Oh povero Arlecchino !

Garzia. Andicuno al nostro dovere ; dopo ci batteremo. (ad Alonso, e parte)

Rosaura. Caro don Alonso, ricorrete contro di don Garzia.

Alonso. Il mio giudice è la mia spada. (parte)

Corallina. Signor sergente, morirà quel povero disgraziato?

Brighella. Ma! chi deserta, more.

Corallina. E non vi sarà nessuno che parli per lui?

Brighella. Ho visto a manizarse el sior Pantalon ; ma ho paura che noi farà gnente. E vero che no l’ è effettivamente desertor, perchè noi s’ ha trova fora della città ; ma l’ era travestido per desertar, e in occasion de guerra viva, se usa tutto el rigor.

Corallina. Dunque morirà?

Brighella. Ho paura de si.