Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/352

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avere per voi maggior premura, non ci pensa. E un poltrone, ozioso, che non farebbe mai nulla.

Rosaura. E pur mio padre lo ha lasciato tutore unitamente al signor Pantalone.

Corallina. Ed egli lascia far tutto a lui. Se aspettate che vo- stro zio vi mariti, volete aspettare un pezzo.

Rosaura. Io farò tutto quello che mi dirà il signor Pantalone.

Corallina. Oh che buona ragazza ! In verità, siete una cosa rara. Non parete mai figlia di vostra madre. Ella è stata una testo- lina (1) bizzarra. Povero suo marito! L’ha fatto morir disperato.

Rosaura. Mi dicono ch’ io somiglio a mio padre.

Corallina. Sì, era buono, ma un poco troppo. Faceva più a modo degli altri, che a modo suo.

Rosaura. E anch’ io faccio così.

Corallina. Fate così sempre?

Rosaura. Sempre.

Corallina. Quand’ è così, starà meglio con voi chi saprà meglio chiedere. (ridendo)

Rosaura. Io non ti capisco.

SCENA II.

Beatrice mascherata, e dette.

Beatrice. Rosaura, volete venire con me?

Rosaura. Dove, signora?

Beatrice. A spasso.

Rosaura. A spasso?

Beatrice. Sì, un poco in maschera. Faremo una passeggiata per la Merceria, andremo a bere un caffè, e poi torneremo a casa.

Rosaura. A quest’ ora ? Io voleva terminar questa manica.

Beatrice. Eh, la finirete poi. Ho da fare una spesa in Merceria, e col benefìcio della maschera voglio andare da me.

Corallina. (Che bel comodo è la maschera ! (2)) (da sé (1) Bett.: leslina. (2) Bettin. e Paperini : Gran bel comodino e quella bauta.