Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/378

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ridar, ma te scazzarò, te manderò in Levante, te saverò ca- stigar : e ti imparerà a to spese, che la fortuna no xe per i baroni ; che el cielo non assiste, no provede a chi gh’ ha massime indegne, a chi deturpa el so sangue e la propria re- putazion. (parte)

Lelio. Ah ! mio padre mi vuol rovinare del tutto. Egli potrebbe con questo matrimonio rimettermi, e non lo vuole ; e mi vuol vedere precipitato. Perdere quattordicimila ducati di dote? Que- sta è una perfidia, è una vendetta che fa mio padre contro di me. Ma, giuro al cielo, non sono un balordo. Troverò io la maniera d’averla senza di lui. O col mezzo della madre, o con qualche inganno, giuro che l’ avrò ; e se mi riesce d’a- verla senz’ opera di mio padre, io vorrò maneggiare la dote, e si pentirà di non avermi accordata una sì giusta, una sì onesta soddisfeizione. Fine dell’Atto Primo.