Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/383

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Beatrice. Oh, è una pasta di zucchero.

Lelio. Mi consolo infinitamente con voi. (a Rosaura) Siete adorabile. Il cielo vi ha colmato di cose buone.

Beatrice. Via, rispondetegli.

Rosaura. Grazie.

Beatrice. Oh che bel garbo!

Rosaura. Gli rendo infinitissime grazie. Se posso servirla, mi co- mandi, (con una riverenza)

Lelio. E veramente tutta compita.

Beatrice. Ha poco spirito, ma si farà.

Lelio. Nel luogo ov’ io la conduco, avrà occasione di farsi spi- ritosa e prudente.

SCENA V.

Corallina e detti.

Beatrice. E bene, cosa ha detto?

Corallina. Già ve lo potete immaginare. Ha detto di s\.

Beatrice. Come di sì?

Corallina. Che vada, e che io l’accompagni.

Beatrice. Bene, se volete andare, andate. (a Rosaura)

Rosaura. Anderò.

Lelio. Sollecitiamo, perchè ci aspettano.

Rosaura. Son pronta.

Lelio. Lasciate ch’ io vi serva. (/e offre la mano)

Rosaura. Aspettate ch’io mi vada a mettere il zendale.

Lelio. Ma frattanto ... (come sopra)

Rosaura. Obbligatissima. (gli dà la mano)

Beatrice. Via, un poco di disinvoltura, un poco di brio.

Lelio. Oh, imparerà.

Rosaura. Imparerò, imparerò. (parte con Lelio)

Corallina. (Se vuole imparar bene, non ha da partirsi di que- sta casa). (da sé)

Beatrice. E tu non vai?

Corallina. Vado. ce