Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/442

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secolo. Le passioni acciecano, e l’uomo cieco è capace di tutto. Sagace è l’artifizio con cui si conduce Rosaura per impietosire il marito, e per far arrossire la sua nemica; ma tale sagacità è condotta dalla prudenza, e le fa ottenere il premio della bontà, dell’amore e della tolleranza. Un marito guadagnato per questa strada, convinto ed illuminato con tal condotta, si può credere realmente pentito e totalmente cangiato, e ciò che non avrebbero ottenuto nè le querele, nè i rimproveri, nè i maneggi, conseguisce perfettamente la virtù, la docilità, la prudenza. Questa Commedia sarebbe una lezione troppo morale per un Teatro, se non fosse adornata di un competente ridicolo. Gli scrocchi formano un episodio altrettanto vero, quanto giocoso, e i servi, nell’atto che contribuiscono all’intreccio ed alla catastrofe della rappresentazione, divertono l’uditore, e conservano il loro proprio carattere.

Così ho pensato che debba essere, nell’atto di comporre quest’opera. Parmi di non mi essere totalmente ingannato. Fu ricevuta questa Commedia felicemente dal pubblico, e ne rimasi contento. Alcuni hanno criticato il veleno, ma finalmente non ne proviene che buon effetto, quantunque l’intenzione fosse cattiva. Io rappresento le azioni umane, nè sono sì scrupoloso intorno ai precetti, che mi sembra di poter alterare.