Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/459

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Rosaura. Fa che venga mio padre.

Corallina. Li conoscete quei signorini?

Rosaura. Perchè mi dici questo ?

Corallina. Perchè, se non li conoscete, vi dirò in due parole chi sono : scrocconi, adulatori, maldicenti e cicisbei affamati.

Rosaura. Dubito che costei dica il vero. Non credo capace mio marito d’ indegni affetti ; né la marchesa Beatrice può essere capace di alimentare un sì tristo fuoco.

SCENA XV.

Pantalone e detta.

Rosaura. Oh signor padre, a quest’ ora ?

Pantalone. Sì ben, cara fia, me giera sta dito che gieri sola, e son vegnù a farve un poco de compagnia.

Rosaura. Bravissimo, vi ringrazio di cuore.

Pantalone. Cossa fava qua quei do martuffiO?

Rosaura. Sono venuti pieni di allegria, ed hanno voluto bevere una bottiglia.

Pantalone. Za i xe della bona lega. CaiA fia, no i pratiche. RoSAUI^. Io li tratto in una maniera, che non li obbligherà a frequentarmi.

Pantalone. E vostro mario (a) dove xelo?

Rosaura. Mah! (sospirando)

Pantalone. E1 sarà al logo solito.

Rosaura. Sì, ha cenato colla Marchesa.

Pantalone. L’ ha cena ? Come lo saveu ?

Rosaura. Me l’ hanno detto quei due signori. Sono stati a cena ancor essi (2).

Pantalone. I ha cena anca lori? Lori i xe vegnui via, e vostro mario xe resta là? Ho inteso. ROSAUE^. E per questo, che cosa pensate voi? (a) Marito. (I) Babbuini: v. voi. I, 161 n. a ecc. Betl.: canapioli. (2) Bett.: anche loro.