Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/485

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Pantalone. Elo andà via senza saludarla?

Corallina. Oh, si sa.

Pantalone. E eia no la xe andada a trovarlo?

Corallina. Voleva andare, ma egli ha tenuta la porta serrata.

Pantalone. Boazzo ! (a) Cossa disevela mia fia ?

Corallina. Sospirava.

Pantalone. Poverazza! (si asciuga gli occhi) Diseme, ghe falò mai nissuna finezza ?

Corallina. Non la guarda mai.

Pantalone. Aseno ! E eia ghe vaia intomo, ghe fala carezze ?

Corallina. Lo guarda sott’ occhio, e piange.

Pantalone. Povera creatura ! (con qualche lagrima) Ghe crielo ? (i)

Corallina. Sempre le mangia gli occhi.

Pantalone. Ah can! E eia?

Corallina. Tace, e sospira.

Pantalone. Siestu benedetta! (piangendo)

Corallina. E tanto buona!

Pantalone. Me schioppa (e) el cuor.

SCENA X.

Ottavio e detti, poi Brighella.

Ottavio. (Il vecchio è sempre qui). (da sé CORAU-INA. Il padrone. (a Pantalone, poi fa una riverenza e parte)

Pantalone. La compatissa, se vegno a importunarla : son vegnìi per dir una parola a mia fia. (con voce bassa)

Ottavio. La vostra cara figliuola non e’ è. (ironico)

Pantalone. La sarà andada poco lontan.

Ottavio. Eh, so io dov’ è.

Pantalone. Ho piaser che la lo sappia. Tomela presto?

Ottavio. Così il diavolo non la facesse tornare.

Pantalone. Ma, caro sior Conte, cossa gh’ ala fatto mia fia ? Cossa gh’ ala fatto ? (a) Somaraccio. (i) La sgrida ? (e) Scoppia, crepa.