Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/505

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Corallina. Sì, o no?

Ottavio. (Ma con qual cuore potrei soffrir di vederla?) (come sopra)

Corallina. (Oh, io le dirò di sì: buona notte), (da sé, e parte)

Ottavio. Fuggasi un tale incontro. Corallina .... è andata senza dirmi nulla ? Presto, presto ; me n’ andrò fuori di casa. Dov’ è la spada ? Dov’ è il cappello ? Brighella. Non v’ è nessuno ? (agitato

SCENA VII.

La Contessa Rosaura e detto, poi Corallina (0).

Rosaura. Se avete bisogno di chi vi serva, son qua io, e ninno vi servirà con tanto amore, quemto la vostra sposa.

Ottavio. (Oh incontro fatale!) (da se)

Rosaura. Marito mio, non temete ch’ io voglia distrarvi da’ vostri affari. Due parole vi dico, se mi ascoltate. Caro Conte, non mi dite di no.

Ottavio. (È molto ilare. Tal non sarebbe, se avesse bevuto il veleno). (da sé)

Rosaura. Voglio esservi odiosa, voglio che le parole mie vi dispiac- ciano ; finalmente si può fare un piccolo sagrifizio per acquistar la sua (2) pace.

Ottavio. Per acquistar la mia pace?

Rosaura. Sì : per questo solo motivo vengo io a ragionarvi. Ho pensato con serietà alle vostre risoluzioni, e son pronta a ren- dervi soddisfatto.

Ottavio. Volete partire con vostro padre?

Rosaura. Voglio lasciarvi in libertà. Permettemi ch’io sieda per un momento. (siede)

Ottavio. Avete voi qualche male?

Rosaura. No, per grazia del cielo.

Ottavio. Dacché bevete le limonate, parmi che stiate meglio della salute. (1) Bett. ha invece: Roaaura con collo ilare, e dello. (2) Così le edd. Betl. e Pap.; Pasquali : mia ; Zatla : voaira.