Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, VII.djvu/514

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search



strato d’ avvelenarmi, per osservare sin dove giungesse la crudeltà del mio sposo. Mi condannate voi per un simile ingarmo? (ad Ottavio)

Ottavio. No, cara ; vi lodo, vi abbraccio, e rendo grazie al cielo di cuore.

Pantalone. Vedeu, siori? Queste xe le donne de garbo, muggier savie, femene de condotta e prudenza.

Beatrice. Ah Contessa, a voi devo la vita. Compatitemi, se per mia cagione avete sofferto dei dispiaceri. L amicizia mia col Conte vostro marito è stata onestissima ; tuttavolta comprendo essere riuscita a voi di pena, a me di pericolo, al mondo di osservazione. Addio per sempre.

Lelio. Vi serviremo a casa.

Beatrice. No, non voglio più la vostra compagnia. Non avete fatto che eccitare il mio sdegno contro la Contessina (0).

Rosaura. E lo stesso hanno fatto meco contro di voi. (a Beatrice)

Lelio. Servitor umilissimo di lor signore.

Florindo. Servo divoto.

Ottavio. Amici falsi, doppi, simulatori.

Lelio. (Con un uomo bestiale non ci cimentiamo).

Florindo. (Andiamo, è fuori di se). (partono)

Rosaura. Deh permettetemi che in segno di vera e rispettosa amicizia vi dia un abbraccio, (a Beatrice) Che vi assicuri con questo, essermi di tutto dimenticata, e che non mi resta un’ om- \ bra di sdegno, un’ ombra di sospetto contro di voi. Signor pa- ’ dre, andiamo subito a Roma, e voi, caro sposo, continuatemi r amor vostro, e abbiate compassione di me, che piansi tanto, che tanto per voi soffersi e penai. Consolatemi in avvenire, e quantunque io non sia né vezzosa, ne amabile, amatemi perchè son vostra; e assicuratevi che qualunque amore di donna non arriverà mai a quello di moglie, poiché in tutti gli altri, sic- come vi è il delitto, vi può essere facilmente 1 inganno ; ma in questo vi è l’ onestà, l’ innocenza, la tranquillità, la conso- Icizione, la pace. Fine della Commedia. (1) Bett.: contro Rosaura.