Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/134

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taluno: perchè divertasi un Uomo Grande col ridicolo di una Commedia, non basta ch’ei la trovi stampata e che si degni di leggerla? A che l’accompagni tu al Cavaliere colla tua lettera? Come ardisci di dedicargliela? Permettami anche per questa fiata V. E., che io risponda a coloro che così parlano. Primieramente le mie lettere non sono Dedicatorie, le mie Commedie non sono opere dedicate. Sono fatte pel pubblico, ed il pubblico le ha vedute. Ora facendole per via del torchio rivedere la luce, ricordandomi delle crisi che sulle scene han passato, non fo che raccomandarle ad una ad una alla protezione di tai Soggetti, che vagliano a difenderle non dalla critica onesta, ma dalla critica maliziosa. Questa Commedia è fortunatissima, toccandole in sorte un Protettore che farà tacere i malevoli a loro malgrado. Voi, Signore, li farete tacere, non con altro che col degnarvi di compatirla. Il giudizio vostro è troppo rispettabile, perchè si trovi chi voglia opporsi. Voi conservate il genio per le belle lettere ereditato da’ vostri maggiori, il di cui nome rispettato è tuttavia nella Francia, ove il Castello d’Heraut ha dato il nome alla vostra Famiglia, illustre per l’antichità, e per le cariche militari e civili in quel fioritissimo Regno sostenute. Napolion fu il nome di un vostro Progenitore, il di cui merito insigne fe passare alla discendenza lo stesso nome, come in Roma ai Scipioni, ai Cornelj e a tant’altri Eroi di quel tempo. Un altro motivo, non meno forte di questo, mi move a scrivere ai padroni ed amici miei simili ossequiosi fogli, cioè per dar loro qualche pubblica testimonianza del mio rispetto, e per corrispondere, a misura delle mie forze, alla benignità che mi usano. V. E. vent’anni sono mi onorò della sua protezione1; nè mai d’allora volle privarmene, anzi in modo particolare me l’ha aumentata coi più amabili segni di amorosa parzialità. Oh quanto far dovrei per corrispondere a sì larga fonte di grazie! Ma il mio scarso talento non mi somministra di

  1. Questa lettera di dedica uscì la prima volta nell’aprile del 1757, nel t. I1 del Nuovo teatro comico di C. Goldoni, ed. Pitteri di Venezia.