Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/396

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386 ATTO QUINTO
Parlano se ne han voglia, bevono se hanno sete;

Stanno a sedere, e pagano pochissime monete.
Gioacchino. Aggiugni che taluno, più franco e più valente,
Ha la bontà di bevere, e non pagar niente.
Birone. A certi anch’io talvolta dei libri venderò,
Che quando li avrò letti, dicon, li pagherò;
Ma perchè legger essi non san poco, nè assai,
Mantengon la parola, e non li pagan mai.
Gioacchino. Per tutto si rincontrano tai casi e tai costumi.
Biron, la buona sera. Vado a accendere i lumi.
(Entra nella sua bottega, ed accende tutti i lumi che occorrono nella medesima. Birone va nella sua bottega.

SCENA II.

Madama Saixon e monsieur Lorino.

M. Saixon. (Esce di casa, e si avvia alla bottega del caffè, in aria di sdegno)

Lorino. Madama. (seguitandola, e offerendole il braccio)
M. Saixon.  Cosa ci è?
Lorino.  Vi servo, se volete.
M. Saixon. Ho altro per il capo. (seguita a camminare)
Lorino. Madama, cosa avete?
M. Saixon. Per causa di Jacobbe ho da esser maltrattata?
Questa è la prima volta che Saixon mi ha sgridata.
Minaccie a una mia pari? Dirmi ch’io non comando?
Mostrarmi anche il bastone? L’affronto è memorando.
Lorino. Monsieur vostro marito alzò dunque il bastone?
M. Saixon. Non l’alzò, l’ha mostrato. (con ira)
Lorino.  Tutt’un...
M. Saixon.  Siete un buffone. (irata)
Lorino. Madama è compitissima in tutti i detti suoi,
Ma vincere e lasciarmi?...
M. Saixon.  Voglio un piacer da voi.
Lorino. Imponete. Son qui...