Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/409

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IL FILOSOFO INGLESE 399
Tutti son fogli eguali, pregommi dispensarli,

E venderli per poco, piuttosto che donarli.
M. Saixon. Sentiam.
Saixon.  Curiosità.
Milord.  Partì dunque il Francese? (a Gioacchino)
Gioacchino. L’intesi contrattare del nolo e delle spese. (parte)
Milord. (Legge)
Parto, perchè non ha la poesia buon lume,
Dove la serietà trionfa nel costume.
Andrò dove si ammette la satira più fina,
Andrò...
va pur là dove il diavol ti destina;
Odiansi in Inghilterra i pessimi scrittori.
A voi ora mi volgo ridicoli impostori.
(a Emanuel Bluk e maestro Panich)
Emanuel. (Col suo mantello si cuopre fino agli occhi.)
Milord. E tu, che di tua bocca meco mentire ardisti,
(a maestro Panich)
Anima scellerata, pessimo fra i più tristi...
Panich. (Anch’egli, osservando Emanuelle, si cuopre col mantello.)
Milord. Copritevi la faccia col manto o colla mano,
Siete già conosciuti, ed il coprirvi è vano.
Io stesso coi ritratti vo’ far di voi palese
L’effigie ed il costume per l’anglico paese;
Ed insegnare altrui, col vostro indegno esempio,
Sotto le spoglie umili come si asconda un empio.
M. Brindè. Perfidi, scellerati.
Jacobbe.  Alme mendaci e nere.
Saixon. Che bravo calzolaro!
M. Saixon.  Che perfido argentiere!
Emanuel. (Fa cenno a maestro Panich di andar via.)
Panich. (Sì scioglie il ferraiolo per parlare.)
Emanuel. (Gli fa cenno di stare zitto, e parte.)
Panich. (Toma a inferraiolarsi, e indi parte.)