Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, X.djvu/432

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nella vecchiaia lo stesso brio, la stessa disinvoltura. Certi tali uomini popolari, spiritosi, brillanti, da noi si chiamano Cortesani; e siccome altre volte aveva io dato alle Scene il loro carattere in gioventù, pensai farlo comparire nella sua verità conservato nella vecchiaia, e intitolai la Commedia Il Cortesan Vecchio, ch’è lo stesso che dire Il Vecchio Bizzarro. Lettor carissimo, se di quelli non sei che lo ha veduto rappresentare, non puoi figurarti l’irritamento del Popolo contro di esso, e le ingiurie che contro di me medesimo si scagliarono in quella occasione.

È vero che la Commedia riuscì malissimo; il personaggio suddetto, ch’era l’attor principale, avvezzo sempre a recitar colla maschera, e all’improvviso, si trovò talmente imbarazzato e confuso, che parea un principiante, e in luogo di animare le cose, come era solito, le faceva miseramente languire. Qualche altro personaggio, posto come lui nell’impegno di recitare le cose scritte, contro l’antico di lui costume, si confuse egualmente; e là dove la Commedia dovea brillare,

„Non cadde no, precipitò dal Palco.

Compatisco il popolo, che s’è annoiato; io medesimo non ebbi la tolleranza di vedere il fine della Commedia; partii dal Teatro per sollevarmi, e per mia mala sorte, andai a terminar la sera al Ridotto. Colà sogliono ragunarsi le Maschere, terminato il teatrale divertimento, ed ivi si sentono gli elogi o i biasimi delle rappresentazioni vedute, e specialmente la prima sera delle cose nuove rappresentate; ivi1 si pronunziano i giudizi, per lo più appassionati, e le sentenze barbare ed inumane. Fu per me un caro divertimento sentirmi strapazzare nella più sonora e caricata maniera che dar si possa; e la maschera che mi copriva, mi dava campo di penetrare nei circoli senza essere conosciuto, e di godermi le ingiurie delle quali mi caricavano. Non si fermavano già a discorrere della Commedia, a rilevarne giudiziosamente i difetti, e molto meno a criticarne gli Attori; ma contro di me eccitati, io era l’unico scopo delle satire e delle invettive. Non mancarono degli amici miei, che

  1. Ed. Pitteri: .