Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/101

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IL FESTINO 95

            Baronessa.(Per quello che si vede, vi è qualche gran rottura).
            Marchesa.(Un’amicizia simile lungamente non dura). (fra di loro)
            Baronessa.(Superba è come il diavolo).
            Marchesa. (Spezialmente stassera,)
            Perchè ha il vestito nuovo, non ci ha guardate in cera).
            Baronessa.(Si vede ben che avvezza non è a portar vestiti).
            Marchesa.(Ne ho sette in guardarobe degli abiti guarniti).
            Baronessa.(Questo de’ miei vestiti è forse dei più brutti).
            Marchesa.(Anch’io mi ho messo intorno il peggiore di tutti).

SCENA III.

Don Maurizio e detti.

            Maurizio.Genero, una parola. (al Conte)
            Conte. Signor, sono con voi. (s’alza)
            Madama.Conte, Conte, sentite.
            Conte. Verrò a servirla poi.
            (parte con don Maurizio)
            Madama.(Contro di me si macchina qualche altra impertinenza).
            (da sè)
            Marchesa.(Madama si fa brutta). (alla Baronessa)
            Baronessa. (Saprà la sua coscienza).
            Madama.(Voglio sentire anch’io. Il passo non è ardito,
            Se vuol veder la moglie che fan di suo marito).
            (s’invia per andare da sè)

SCENA IV.

La Contessa e detti.

            Contessa.Dove si va, Madama? (arrestandola)
            Madama.Di mio consorte in traccia.
            Contessa. Lasciarlo anche un momento per or non vi dispiaccia.
            Madama.Io voglio andar dov’è.
            Contessa. Padrona, non si può.
            Madama.Eh sì, che si potrà.
            Contessa. Ed io dico di no.