Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/150

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Pantalone. Chi te l’ha dada la bandiera?

Flamminio. Me la son fatta da me.

Pantalone. Come astu fatto?

Flamminio. Una camicia infilata in un bastone.

Pantalone. Ah, povero mammalucco!

Flamminio. Domandatelo a mia sorella.

Pantalone. Orsù, a monte ste freddure. Bade al negozio, che preme. Vostro fradello ha da tender ai studi, e vu ave da agiutar vostro padre.

Flamminio. Voglio andare alla guerra.

Pantalone. Sior no. (con autorità)

Flamminio. Non mi fate piangere.

Pantalone. Povero bernardon!

Flamminio. Chi è Bernardone?

Pantalone. Ti, caro.

Flamminio. Io? Non sono Flamminio io?

Pantalone. Animo: andè a copiar quelle lettere.

Flamminio. Alla gherre, alla gherre, alla gherre. (cantando)

Pantalone. Pezzo de matto!

Flamminio. E mia sorella ha da venire con me.

Pantalone. A cossa far?

Flamminio. A rattoppar la bandiera, quando sarà rotta.

Pantalone. Mi, vedistu? te strapperò la bandiera, e te romperò el manego sulla testa.

Flamminio. Papà, non mi fate piangere.

Pantalone. (Poverazzo! El me fa compassion). (da sè

SCENA X.

Orazio e detti.

Orazio. Oh, signor Pantalone...

Pantalone. Oh giusto eia, signor capitanio.

Flamminio. Monsieur le capitain, quando alleron nous alla guerra?

Pantalone. Vèdela sto povero putto? Sala che el sia un pochetto