Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/284

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K^li mi accrescerà il rammarico, la mortificazione, il cordoglio. L’amor mite non Ili da attendere la ricompensa dal tuo pen- timento) I ha d.i protendere dalla tua obbedienza; e se questa non può ottenersi dalla tua gratitudine, s lia da |)rocurare dalla mia autorità, «lai tuo rispetto, anche a tosto di una giusta ri- gOTOSa violenza. Ricorrerò ai tribunali, farò valere le une ra- gioni, e se donna Lucrezia persisterà a pretender»’... Ecco Laurina. tu\.\. Ori cieli! ()ual motivo mai la giuda ora dinanzi a(.’Ji occhi? Come ho io ila riceverla? Con amore, con isdegno? Armarmi dovrei di rigore, di minai eie, ma sono una madre amante: nel vederla m’intenerisco, e posso appena trai tenere il pianto negli occhi.

SCENA II.

Donna Laurina e detta.

Laurina. Signora, se mi permettete...

Aurelia. Avanzativi. C’In- volile voi duini?

Laurina. Vorrei domandarvi perdono.

Aurelia. Di che?

Laurina. Di un dispiacer»’eh io vi ho dato.

Aurelia. Oh Dio! Laurina mia, hai tu dato la mano a Florindo?

Laurina. Non signora, ma era in punto di dargliela.

Aurelia. Respiro. Che mai t’induceva a pi onn ai e la tua rovina, e la mia morte?

Laurina. Le parole, le lusinghe, le importunità di mia zia.

Aurelia. E che ti ha trattenuto sul momento di tarlo?

Laurina. L amore ed il rispetto che ho pei la mia genitrice.

Aurelia. Oimè! posso crederlo?

Laurina. Se Voi non lo i ledete, mi fate piangere.

Aurelia. No, non piangere, figliuola mia, consolami, e dimmi come il cielo ti ha illuminai. i.

Laurina. Non sono poi sconoscente come voi vi pensate.

Aurelia. Ma ti eri lasciata condurre’ sino a quel passo.

Laurina. Vi domando perdono