Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/313

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AL CHIARISSIMO SIGNOR ABATE

POETA CESAREO1.


UN uomo come Voi, celebratissimo Signor Abate, che ha gustato il piacer della Gloria, risguarderà pietosamente coloro che anelano a un sì gran bene, e poichè tanta ne ha egli per se medesimo conseguita, non ricuserà di farne parte con altri ancora. Voi, che occupato avete il primo seggio della Drammatica Poesia; Voi che l’avete resa cotanto amabile, adornandola di nuove grazie, senza punto scemarle la maestà sua conveniente; Voi in somma, che il Primo siete di quei che furono, e lo sarete per molti secoli di quei che succederanno, mirate me tra la folla degli Scenici Compositori, e veggendomi a Voi rivolto, dite in cuor vostro: ecco uno che mi seguita di lontano, per altra strada, e vorrebbe che a Lui porgessi la mano per sollevarlo dal fango, e col mostrarmi di Lui contento, fonda le sue speranze nella mia medesima riputazione. Può essere che la Vostra modestia fare non vi conceda un simile ragionamento; ma lo faranno tutti coloro che intendono bene il mistero di questa Lettera, e a Voi mi veggono quella Commedia raccomandare, che maggior fatica mi ha costato di tutte le altre, e che a maggiori critiche può andar soggetta. Io per altro, che nel modo mio di pensare ho sempre dinanzi agli occhi la verità, confesso di buona voglia essere questo lo scopo della mia Lettera, e che non per altro fine a Voi mi rivolgo, che per ottenere da Voi, mercè la grazia Vostra, un raggio di quella Gloria che può diffondere sopra de’ suoi seguaci il valoroso Maestro. Spero offendervi non saprete, che uno Scrittor di Commedie ardisca nominare Voi per Maestro, poichè l’Arte

  1. La presente lettera di dedica fu stampata la prima volta nel principio dell’anno 1758, nel t. III (1757) dell’ed. Pitteri di Venezia.