Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/325

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TERENZIO 313

ATTO PRIMO.

SCENA PRIMA.

Lucano e Damone.

Lucano. Parla; che vuoi?

Damone.  Signore, dirti vorrei tre cose;
Una di lor non preme, ma due son premurose.
Lucano. L’inutile si lasci; le necessarie esponi.
Damone. Viva il padron: tu sei lo specchio de’ padroni.
Delle due cose gravi la prima eccola qui:
Terenzio mi corbella, mi tratta ognor così.
Nella commedia sua, l’Eunuco intitolata,
Contro me, che tal sono, vi è più d’una sferzata.
L’altra, che dir ti deggio, è questa, padron mio,
È africano Terenzio, è schiavo qual son io;