Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/437

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TORQUATO TASSO 423

Quel suonare a ritratta è cosa intollerabile.

Lampilli per zampilli: bel cambiamento usabile!
Quando una cosa grave prende il Tasso a descrivere,
Parole madornali suol usar nello scrivere.
Latinismi a bizzeffe mesce scrittor ridicolo.
Che gli sieno imburchiati non vi sarà pericolo.
In favor di Torquato odo talor decidere,
Ma decision lombarde i cruscanti fan ridere.
Ha nello scilinguagnolo un difetto epidemico,
Chi non è della Crusca dichiarato accademico.
Marchesa. (Che dite?) (piano a donna Eleonora)
D. Eleonora.  (Ira mi desta).
Marchesa.  (Prendiamolo per gioco).

SCENA X.

Don Gherardo e detti.

Gherardo. Che parlin di Torquato? voglio sentirli un poco.

Cavaliere. Ma ritorniamo a bomba.
D. Eleonora.  A bomba?
Cavaliere.  Sì, al proposito.
Tosto nel primo verso v’incalma uno sproposito.
Canto l’armi pietose. Se dritto il ver si esamina,
Pietosa non può dirsi cosa che non ha l’anima;
Dicendo l’armi pie, detto avrebbe benissimo.
Gli epiteti confonde lombardo ignorantissimo.
D. Eleonora. Orsù, signor cruscante, signor infarinato,
Favorisca per grazia di rispettar Torquato.
Parmi, per dir il vero, un poco troppo audace
Chi sprezza in casa d’altri cosa che preme e piace.
Gherardo. (Preme e piace Torquato dunque alla mia signora.
Sarà del buon poeta l’adorata Eleonora). (da sè)
Marchesa. Sì, Cavalier, voi troppo siete in lodar restio:
Torquato è un uom valente, e lo difendo anch’io.
Gherardo. (A confondermi torno).