Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XI.djvu/450

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436 ATTO SECONDO

Eleonora.  Come comanda lei.

Gherardo. Siate bonina un poco.
Eleonora.  Che vuol da’ fatti miei?
Gherardo. Se voi mi dite il vero, perchè qui vi trovate,
Uno scudo vi dono.
Eleonora.  Eh!
Gherardo.  Davver.
Eleonora.  Mi burlate.
Gherardo. Eccolo qui, tenete.
Eleonora.  Io vi prendo in parola.
Gherardo. Ecco, lo scudo è vostro.
Eleonora.  (M’ha preso per la gola), (da sè)
Gherardo. E ben, per qual motivo siete venuta qua?
Eleonora. Vi dirò, m’ha condotta certa curiosità.
Gherardo. Il vizio delle donne. E così?
Eleonora.  Mi premeva
Spiegato un madrigale, che ben non s’intendeva.
Gherardo. Qual madrigale?
Eleonora.  Un certo madrigale amoroso,
Composto da Torquato.
Gherardo.  Bello?
Eleonora.  Maraviglioso.
Gherardo. Come dice?
Eleonora.  Non so.
Gherardo.  Sarebbe questo qui?
Eleonora. Come principia?
Gherardo. Tirsi...
Eleonora. È quello1, signor sì.
Gherardo. Ma voi del madrigale come avete saputo?
Eleonora. La signora Marchesa m’ha detto il contenuto.
Cioè, a me non l’ha detto, ma colla vostra sposa
Intesi favellarne; era perciò curiosa
Di sentir da Torquato la vera spiegazione,
Per veder chi di loro aveva più ragione.

è

  1. Zatta: è questo.