Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1911, XII.djvu/38

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32 ATTO PRIMO


SCENA XI.

Madama di Bignè, il Conte di Bignè, don Alessandro, tutti da viaggio. Il CavaLIER GIOCONDO mezzo spogliato, coll’accappatoio sulle spalle, non interamente acconciato il capo.

Cavaliere. Perdonate, Madama, signori, perdonate,

Se coll’accappatoio al collo mi trovate.
Sentito ho forestieri, e la curiosità
Senza badare ad altro m’ha fatto venir qua.
Casa mia è casa vostra. Vi prego di servirvi.
Vado a farmi vestire, poi sarò a riverirvi.
Madama. In verità vi giuro, caro il mio Cavaliere,
Credeva che voi foste di casa il parrucchiere.
Andatevi a vestire con tutta libertà.
Cavaliere. Madama, son tenuto alla vostra bontà!
Vo’ leggere la lettera che mi portaste voi...
Madama. Andatevi a vestire, la leggerete poi.
Cavaliere. Questi signor chi sono? Non vorrei preterire...
Madama. Ma lo saprete poi. Andatevi a vestire.
Cavaliere. Dice bene Madama: è troppa confidenza:
Madama, cavalieri, vi domando licenza. (parte)

SCENA XII.

Madama di Bignè, il Conte di Bignè, don Alessandro.

Conte. Per dirla, il Cavaliere parmi alquanto sguaiato.

Non ci sto volentieri.
Madama.  Niente, signor cognato.
Per quel poco di tempo che noi stiamo in Bologna,
Goder il Cavaliere e tollerar bisogna.
Quel che a lui ci ha diretti, del suo temperamento
Già mi ha informata. Avremo un bel divertimento.
È ver, don Alessandro?