Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/163

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Bortolo. Cossa?

Marinetta. No savè de Bettina? Oh, la l’ha fatta grossa.
Bortolo. La diga mo.
Marinetta. Conteghe. (a Felice)
Felice. Cessa gh’oi da contar?
Marinetta. (Inventemo qualcossa; femolo desperar).
(piano a Felice)
Bortolo. Me fè star in travaggio.
Marinetta. Se savessi!
Bortolo. Mo via.
Marinetta. La se sposa....
Bortolo. Con chi?
Marinetta. Con mistro (’) Zamaria.
Bortolo. Chi èlo costù?
Marinetta. E1 xe un omo. Felice lo cognosse.
Felice. E1 xe quello che vende dell’acqua per la tosse.
Bortolo. Dove stalo?
Felice. A Venezia.
Bortolo. Ma dove?
Marinetta. In cao Castello (2).
Altro che vu, sior Bortolo; se vedessi co bello!
Bortolo. Dove xela Bettina?
Marinetta. La xe dal so novizzo.
Felice. No, la xe dal compare.
Bortolo. Chi èlo?
Felice. E1 Conte Pastizzo.
Bortolo. Patrone.
Marinetta. Dove andeu?
Felice. Sentì.
Bortolo. Voggio andar via.
Veggio che el me la paga.
Marinetta. Chi? Mistro Zamaria?
Bortolo. Giusto elo. (m atto di partire)
( I ) Mastro o maestro: Patriarchi e Boerio. (2) In fondo al sestiere di Castello.
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