Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/188

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Zanetto. Certo; son vegnìi a posta.

Felice. Ben, se volè criar, criè da vostra posta.
Zanetto. Vardè che baronadaO!

SCENA X.

Siora Marinetta col violino, e detti.

Marinetta. Oh, xe qua sior Zanetto.

Salo sonar? (a Felice)
Felice. Sì ben.
Marinetta. Sonenela un pochette, (a Zanetto)
Zanetto. Gh’ ho altro in testa, patrona.
Marinetta. Via, sior Zanetto caro.
Felice. Cossa xe ste scamoffie?
Marinetta. Mette zo quel tabaro.
Felice. Anemo. (gli vuol levare il tabarro)
Zanetto. Lasse star.
Marinetta. Anemo, no parie.
(gli cava il tabarro per forza)
Felice. Fè a modo delle donne.
Marinetta. Tolè el violin, sonè.
Zanetto. Per forz^ ho da sonar?
Marinetta. Animo, Bortoletto,
Balle colla novizza. Soneghe un menuetto. (a Zanetto)
(Zanetto suona; Bortolo e Bettina ballano. Tutti siedono)
all’intorno.

SCENA XI.

Sior Luca e detti.

Luca.+ (Viene avanti, non sentendo suonare, e retta maravigliato) vedendo che ballano. Si mette gli occhiali. Vuol parlare, e tutti gli fanno cenno che stia zitto. Felice.+ Presto, presto, anca mi. (a Bortolo, e si mette in figura) (I) Bricconata ": Cameroni. }}