Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/247

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Costanza. Ditegli voi quel ch’ è succeduto. (a Felicita)

Felicita. Io? (Che cosa volete che dica?) (piano a Costanza)

Costanza. (Inventiamo qualche cosa per farlo disperare). (piano a Felicita)

Luca. Ora che ho mangiato, mi viene un poco di sonno. (si appoggia al tavolino, e si addormenta)

Battistino. Signore mie, per carità, non mi tenete in pena.

Costanza. Povero Battistino!

Battistino. Ma via, cos’ è stato?

Costanza. Pasquina è fatta la sposa.

Battistino. Con chi?

Costanza. Col capitano Faloppa?

Battistino. E chi è costui?

Costanza. Felicita lo conosce; domandatelo a lei.

Felicita. Sì, è quello ch’ è venuto dall’Indie con un carico di pappagalli.

Battistino. Sapete dove stia di casa?

Felicita. In Venezia.

Battistino. Ma dove?

Felicita. Là giù ai confini del canal regio, sul margine della laguna.

Battistino. Così lontano?

Costanza. Così lontano.

Battistino. Cospetto! Dove sarà Pasquina?

Costanza. Eh, sarà collo sposo.

Battistino. Vado subito....

Felicita. Dove andate?

Battistino. Voglio che me la paghi.

Costanza. E chi?

Battistino. Il capitano Faloppa.

Felicita. Fermatevi, (lo trattengono in due, ed egli fa sforzi per andare)

Battistino. No certo.

Costanza. È troppo lontano.

Battistino. Non importa.

Costanza. Sentite.

Felicita. Tenetelo.