Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/335

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Stelle! chi vedo mai? Tornato è mio fratello?

Egli la sposa ardita può mettere in cervello.
E se prima del tempo veggiolo a noi tornato,
Per rimettermi in calma il ciel l’avrà mandato.

SCENA IX.

Il Marchese e la suddetta.

Marchese. Come state, donn’ Angiola?

Angiola. Male, fratello mio.
Marchese. Male? che vi sentite?
Angiola. Non lo so ne men io.
Marchese. Ma pur de’ vostri incomodi vi sarà una cagione.
Angiola. Provien la mia tristizia da intema agitazione.
Marchese. Confidatevi meco, se vi poss’io giovare.
Angiola. Sì, giovar mi potete, ma non vorrei parlare.
Marchese. Non mi tenete in pena, il vostro cuor svelate.
Tutto farò per voi, certissima ne siate.
Cosa che a voi convenga, non vi negai finora.
Angiola. La Marchesa vedeste?
Marchese. Non l’ho veduta ancora.
Per la scala segreta tacito son venuto.
Alcun della famiglia venir non mi ha veduto.
E per ponere in chiaro certi sospetti miei.
Sono da voi passato pria di passar da lei.
Angiola. Ah pur troppo i sospetti saran verificati.
Ditemi, 1 suoi deliri vi fur notificati?
Marchese. Di chi?
Angiola. Della Marchesa...
Marchese. Qualche cosa ho sentito.
Angiola. Ella è accesa del Conte.
Marchese. (Ah, mi ha la rea tradito).
(da sè)
Venne da lei l’indegno?