Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/35

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Ma il modo di condurmi non ho imparato ancora.

Riccardo. Stiamo due mesi insieme. Due mesi s’io vi addestro
Nell’arte del buon gusto, voi vi fate maestro.

SCENA V.

Bigolino e detti.

Bigolino. Signore, un galantuomo per lei sta qui di (uora.)

Conte. Verrà donna Felicita?
Brigida. Verrà, disse, fra un’ora.
Conte. Chi è quel che or mi domanda?
Bigolino. Onofrio Malacura,
Che dee comunicargli qualcosa di premura.
Conte. E un galantuom?
Bigolino. Sì certo.
Conte. Che venga.
Bigolino. Signor si.
(In grazia di uno scudo si ha da parlar così).
(da sè, e parie)
Conte. Onofrio Malacura lo conoscete voi? (a Riccardo)
Riccardo. Non so chi sia. Vi lascio; ci rivedremo poi.
Vado a tentar la sorte.
Conte. Dove?
Riccardo. Al caffè vicino.
Vo’ veder se mi riesce di vincere un zecchino.
Tosto che siete libero, venitemi a trovare.
Già il loco lo sapete. V insegnerò a puntare.
Ci tratterremo un poco; poscia ne andremo in piazza;
Vo’ farvi questa mane vedere una ragazza
Bella, bionda, garbata, sul fior di giovinezza.
Eh! che donna Felicita! vedrete una bellezza, (parte)