Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/352

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Misera sventurata! Sapere almen vorrei...

346 JTTO QUARTO
Marchesa. Oh ciel, mi trema il core.
Conte. Ecco in vostra difesa un cavalier d’onore.
Marchesa. Conte, con voi non posso venir senza periglio.
Vieni meco, Fabrizio; il ciel darà il consiglio.
(parte correndo con Fabrizio)

SCENA XI.

Il Conte solo.

Ma la ragion non vuole che vegganmi con lei.

La seguirò da lungi pel pubblico Ccimmino.
Cercherò da Fabrizio sapere il suo destino.
Parlerò col Marchese. S’ei sarà meco umano,
Del perfido Fernando gli svelerò l’arcano.
Ma se a torto la sposa brama veder punita,
Difenderò la dama a costo della vita. (parte)

SCENA XII.

DoTì Fernando, poi Prosdocimo.

Fernando. Ah fuggi la spietata. Son di furor ripieno.

In qualche via nascosta la ritrovassi almeno.
Ah se la trovo, il giuro, non valerà l’orgoglio.
Se anche morir dovessi, in mio poter la voglio.
Prosdocimo. E trovata?
Fernando. E trovata?
Prosdocimo. Ne ho piacer.
Fernando. La vedrò, (minaccioso)
Prosdocimo. Dove la ritrovaste?
Fernando. Tu la trovasti?
Prosdocimo. Io no.
Fernando. Stolido, vanne tosto, cercala in ogni parte.
Usa per rinvenirla, usa l’ingegno e l’arte.