Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/39

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ATTO SECONDO.

SCENA PRIMA.

Livia Contessina e donna Felicita.

Livia. Cara donna Felicita, se ancor non è tornato

Il Conte mio fratello, dev’essere impegnato.
Sapete quanti affari l’affollano al presente;
Vi prego accomodarvi, siate più sofferente.
Felicita. Di grazia, compatitemi. Mi par cfie passeggiando,
La bile che ho di dentro, si vada minorando.
Livia. Siete tanto collerica? sta fresco mio germano.
Felicita. Credetemi, Contessa, non è il mio sdegno insano.
Se mi scaldo, ho ragione. Quando son qua venuta,
Il Conte di lontano lo so che mi ha veduta.
Finse di non vedermi. Si ritirò alcun poco,
Mostrando sovvenirsi di andare in altro loco.
Io per veder se a torto formava un mio sospetto,