Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/428

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Catte. Toni, mi no voleva.

Toni. No voggio tarocar,
No digo che ala festa no ve voggia menar.
E se una pula sola non ha d’andar cusì,
Senza che altri s’incomoda, la voi compagnar mi.
(la prende per mano, e la conduce via)
Betta. No li lassemo soli.
Anzoletta. Presto, andemoghe drio.
Giacometto. Donca co ste signore farò l’obligo mio.
(esibisce la mano a tutte due)
Betta. Grazie. (si fa dar braccio)
Anzoletta. Aceto el favor. (si fa dar braccio)
Giacometto. Posso dir stali e premi (’),
E ariverà ala festa un ceppano (2) a do remi, (partono)

SCENA VIII.

Sala da ballo.

Tutti disposti ai loro luoghi ballano vari minuetti, fanno poi una contradanza, e con questo termina l’atto. Frattanto che ballano, Lelio procura di star vicino a Brigida, e Ottavio procura lo stesso, e tormenta Lelio.

Fine dell’Atto Quarto.
(1) Voce comune de’ barcaioli. Premer, volgere la barca a mano sinistra (vol. II, 597);
slalir, volgerla a destra. V. Boerio. (2) Schifo, palischermo, lancia: Patriarchi e Boerio.