Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/458

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Ma intanto i’ colgo dell’industria i frutti,

E monsieur diventai colla bravura
Di storpiare le fanciulle e i putti.
E mia germana postasi in altura,
Della mia nobiltà si pavoneggia,
Ch’ è propriamente una caricatura.
Crede che questa casa sia la reggia.
Che ogni scolara suddita le sia;
E ciascun dolcemente la pasteggia.
Ma il Conte è entrato dentro, e non vorria
Che a Giuseppina facesse il galante:
Qualche volta ho un temtin di gelosia.
Ho delle ballerine tante e tante,
Ma questa più dell’altre mi ha colpito
Colla grazia, col vezzo e col sembiante.
E mi lusingo d’esserle marito,
E quando arriverà ad esser mia sposa.
Forse d’esser geloso avrò finito.
Che l’amcmte e la moglie è un’altra cosa.
Fine dell’Atto Primo.