Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/477

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Quantunque non facessero fortuna,

Alle stelle da lor sarian portate.
Ma noi qui stiamo a bastonar la luna.
Se di venir vi risolvete, andiamo.
Io non ci avrò difficoltade alcuna.
Felicita. AI maestro è dover che lo diciamo.
Fabrizio. Sembravi ch’egli merti un complimento?
Dispensare per or ce ne possiamo.
Glielo diremo poi. Già i scudi cento
Lasciogli nelle man per non piatire,
E a conto andran del vostro assegnamento.
Felicita. Anche per questo ne dovrei patire?
Veggo la vostra offerta interessata;
Non me ne fido, e non ci vo’ venire. (via)
Fabrizio. Il maestro mariuol me l’ha accoccata,
E quel tristo sensal....

SCENA 11.

Ridolfo e detto.

Ridolfo. Di chi parlate?

Fabrizio. Di voi, e della vostra bricconata.
Ridolfo. Ehi, de’ ghangheri fuori non andate.
A’ monelli si dicon tai rampogne:
Spirito di paura che impazzate.
Fabrizio. Uno che mercanzia fa di menzogne,
Lo stimo tanto, quanto un animale,
Ch’ è destinato a scaricar le fogne.
Ridolfo, Non ho voglia stamane di dir male:
Cosa ho fatt’io, che in collera vi mette?
Fabrizio, Una truffa patente e criminale.
La ballerina che mi si promette.
Non sa, non vuol ballar, non vuol venire;
Ed un simile inganno si commette?