Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVI.djvu/49

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Riccardo. Provate.

Andiam da una ragazza giovane, bella e scaltra.
Conte. Ve lo confido, amico: ne ho già veduta un’altra.
Riccardo. Bella?
Conte. Per dir il vero, il volto è assai ben fatto.
Riccardo. Pallida, bianca o rossa?
Conte. Mirate il suo ritratto.
Riccardo. Bravo; così mi piace. Malinconia che vale?
Oh cospetto di bacco! so chi è l’originale.
La conosco benissimo. E una bella ragazza.
Figlia di buona madre, per quel che sa la piazza.
E se non vuol far torto a lei che l’ha educata.
Essere non dovrebbe ne stolida, nè ingrata.
Conte. Dal poco che ho veduto, dal poco che ho raccolto,
Parmi che sol consista il merito nel volto.
Non è di molto spirito.
Riccardo. Se ha grazia, se ha beltà.
Quel che si chiama spirito, un dì l’acquisterà.
Conviene coltivarla con qualche regaietto.
Conte. Questo ancor vi confido: le diedi un anelletto.
Riccardo. Vi lodo estremamente, e mi consolo assai.
Che il tempo e la fatica finora io non gittai;
Siete un uomo di garbo, vedo che alle occasioni
Voi profittar saprete delle buone lezioni.
Volete che torniamo a visitarla insieme?
Conte. Troppo presto, mi pare.
Riccardo. Vi preme, o non vi preme?
Conte. Per dir la verità, la giovane mi piace.
Riccardo. Voi non farete nulla, se non sarete audace.
Andiam, venite meco.
Conte. Per ora ho i miei riguardi.
Andremo a ritrovarla verso la sera, al tardi.
Riccardo. Intanto andar possiamo a divertirci altrove.
Passar di casa in casa, e sempre cose nuove.
Conte. Pria del pranzo non esco, ci rivedremo poi.