Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1913, XVII.djvu/155

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PAMELA MARITATA 145

Miledi. Dove andò mio fratello?

Longman. Nell’appartamento terreno.

Miledi. Anderò a ritrovarlo. (in atto di partire)

Pamela. Non andrete senza di me. (volendola seguitare)

Miledi. Fermatevi; a voi non è lecito di vederlo.

Pamela. Non potrò vedere il mio sposo?

Miledi. No; vi ha ripudiata nel cuore, e vi ripudierà legalmente. (parte)

SCENA XII.

Pamela e monsieur Longman.

Pamela. Non impedirà ch’io gli parli. (in atto di partire)

Longman. Ah, signora, fermatevi. Il padrone è troppo adirato contro di voi. Ora ha più che mai il sangue caldo. Non vi esponete a un insulto.

Pamela. Monsieur Longman, che cosa mi consigliate di fare?

Longman. Non saprei. Sono afflitto al pari di voi.

Pamela. Credete voi ch’io sia rea della colpa che mi viene apposta?

Longman. Oibò; vi credo innocentissima.

Pamela. E ho da soffrire di essere calunniata?

Longman. Abbiate pazienza. Il tempo farà scoprire la verità. Il padrone è geloso. Non vi ricordate, che fu geloso di me? Non vi ricordate, che paura mi ha fatto?

Pamela. Parla di ripudiarmi, la minaccia è terribile.

Longman. Non lo farà; ma quando mai lo facesse.... Pamela, ancora vi amo. Oh povero me! non mi ricordava che siete nata contessa. Compatitemi per carità, vi ho voluto bene, e ve ne vorrò sempre. Uh, se mi sentisse il padrone! Vado via 1. Dove posso, fate capitale di me. (parte)

  1. Ed. cit.: Vado via, ove posso ecc.