Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1914, XIX.djvu/116

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106 ATTO PRIMO


Ferdinando la sa sì ben secondare, che pare innamorato morto di lei, e la buona vecchia se ne lusinga; ma credo che quel drittaccio la pilucchi ben bene. Signor Beltrame, questo vi dovrebbe piacere. (vuota il vino in un bicchiere, e glielo dà)

Beltrame. Questa mi pare la miglior cioccolata del mondo.

Brigida. Tenete due biscottini. E questa novità di cui tutti parlano, che il signor Guglielmo si sia scoperto amante della signora Vittoria, è vera, o non è vera? Voi, Paolino, lo dovrete sapere.

Paolino. Dicono che in calesso sia corsa qualche parola. Lo staffiere, ch’era di dietro al calesso, dice ch’era il finestrino aperto, che poi l’hanno serrato, ma che tante tanto qualche cosa ha sentito.

Brigida. Eh! sì, due giovani in un calesso è una bella occasione.

Beltrame. Buono, veramente buono. (cuoi rendere il bicchiere)

Brigida. Ne volete un altro?

Beltrame. No; sto bene.

Brigida. Eh! via, un altro.

Beltrame. No, davvero, sto bene.

Brigida. Per amor mio, un altro.

Beltrame. Corpo di bacco! date qui. Si può far meno per amor vostro?

Brigida. Così mi piace, che gli uomini sian compiacenti.

Paolino. Domattina, signora Brigida, signor Tita, signor Beltrame, vi aspetto da me.

Tita. E dopo domani da me.

Beltrame. Io non sono in caso di potervi trattare. Il mio padrone beve il caffè e la cioccolata fuori di casa, e da noi non se ne sente l’odore.

Paolino. Il vostro padrone non è il signor dottore, il medico di condotta di Montenero? (a Beltrame)

Beltrame. Sì, appunto. Sono tant’anni che è medico di campagna, e non ha mai potuto avere la grazia di esser medico di città.

Paolino. Ieri è stato da noi a bevere la cioccolata.