Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/123

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Fabrizio. Ora sappiate che il signor don Flaminio ha un amore segreto che non lo lascierà aderir certamente al matrimonio che gli propongono.

Zelinda. e. naturale. Un giovane non può non avere qualche amoretto, e non vorrà sposare una vecchia.

Fabrizio. Ma il male si è, che quest’amore non è degno di noi, e guai se il padre lo venisse a scoprire.

Zelinda. Tanto peggio, me ne dispiace infinitamente.

Fabrizio. Non potreste mai immaginarvi di chi egli si sia in- namorato.

Zelinda. Di chi mai ? La conosco io ?

Fabrizio. La conoscete sicuro.

Zelinda. E chi è ?

Fabrizio. La signora Barbara.

Zelinda. La virtuosa di musica ?

Fabrizio. Quella appunto.

Zelinda. Come mai ? non si è ella chiamata affrontata, allora quando io era da lei in figura di cameriera, e don Flaminio è venuto per me, fingendo venire per lei ?

Fabrizio. E verissimo, ma appunto da quest’accidente...

Zelinda. E non l’ ha ella licenziato di casa sua con rimproveri e villanie ?

Fabrizio. Appunto da quest’accidente, vi dico, è derivata la loro amicizia, ed all’amicizia l’amore. In somma le cose sono arrivate a segno ch’ io credo assolutamente ch’ei la voglia sposare.

Zelinda. Oh, questa è una cosa che mi dispiace infinitamente. Se lo sa don Roberto, se lo penetra donna Eleonora, io pre- vedo tutta la famiglia in disordine, in iscompiglio.

Fabrizio. Vedete, se la cosa merita il segreto.

Zelinda. Io l’osserverò certo gelosamente. Ma con qual fonda- mento credete voi ch’ ei la voglia sposare ?

Fabrizio. Lo credo perchè lo conosco, e so che quando ama, lo fa con tutt’ i sentimenti del corpo, e poi .. mi ha scritto una lettera di campagna, con una inclusa per consegnare alla cantatrice.