Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/136

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Filiberto. Non v’è dubbio nessuno.

Lindoro. E... sarà probabilmente una donna quella che scrive.

Filiberto. Vi dirò ; ho scorso coli’ occhio per rilevare il con- testo, e capisco che un uomo che scrive, e che la lettera è tenera ed amorosa.

Lindoro. È un uomo che scrive ? E la lettera è tenera ed amo- rosa ? Favorite di leggere, vi prego, ma di leggerla in italiano. (^con ansietà)

Filiberto. Non vorrei che mi faceste fare mal’ opera.

Lindoro. Signore, son galantuomo, e non son capace di compro- mettervi in cosa alcuna.

Filiberto. Io non so di che si tratti. Non so chi scrive, sono indifferente, e vi servirò, ^on posso vivere da voi lontano... (legge)

Lindoro. E lontano chi scrive ?

Filiberto. Così dice.

Lindoro. (Ecco il segreto). Leggete. (Ah è don Flaminio senz’altro).

Filiberto. ’Verrò domani segretamente per abbracciarvi...

Lindoro. Verrà domani ? quando è datata la lettera ?

Filiberto. Vediamo : il giorno / di questo mese.

Lindoro. (Oggi ne abbiamo / / ; oggi è la giornata appuntata.) Ecco il segreto, ecco l’ mfedeltà, ecco verificato il sospetto).

Filiberto. Volete altro ?

Lindoro. e è altro ?

Filiberto. Ce n’è ancora.

Lindoro. Favorite di seguitare. (agitato)

Filiberto. Vi prego di concertare col portator di questa lettera il modo di trovarsi insieme in luogo sicuro per non dar sospetto...

Lindoro. (Ecco se il mio sospetto è ragionevole e giusto. Fabrizio) è il portator della lettera, questo è il segreto, ne son sicuro. Povero me ! L’onor mio, l’amor mio, la mia pace... tutto è finito, tutto è perduto). (da sè)

Filiberto. Amico, vedo che questa lettera v’ inquieta infinita- mente. Saprete chi la scrive, ed a chi è diretta.

Lindoro. Signore... Vi supplico di terminarla.

Filiberto. Ci siamo: finiamola. V’assicuro del costante amor mio...