Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/144

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Roberto. Mi dispiace per lei, mi piange il core per voi, ma non lo posso impedire.

Lindoro. (Quant’ il figliuolo è indegno, altrettanto il padre amo-) roso C). (t/a sè)

Roberto. Andate, figliuolo mio, andate poichè il vostro cattivo destino vi porta a procurarvi forse de’ nuovi disastri, delle nuove calamità ; ma spero che prima di partire non mi negarete’^) una grazia.

Lindoro. Ah signore, che dite mai ! L’obbligo mio... la vostra bontà... Comandate.

Roberto. Svelarmi la ragione per cui partite.

Lindoro. (Non ho cuore di dirgliela ; so che gli farà una pena) mfinita). (Ja sè)

Roberto. Voi conoscete l’animo mio per voi, e mi negarete una SI giusta soddisfazione ?

Lindoro. Ah non vorrei dirvela per non inquietarvi. Ma poichè lo volete assolutamente, sono obbligato ad obbedirvi. Parto, signore, per la salvezza dell’onor mio.

Roberto. E in casa mia l’ onor vostro non è sicuro ?

Lindoro. Anzi è in pericolo più che mai.

Roberto. Qual fondamento avete per dirlo e per sostenerlo ?

Lindoro. Leggete questa lettera. So che intendete il francese, leg- getela, e giudicatene da voi stesso, (dà la lettera a don Roberto)

Roberto. Date qui. Oh cielo! Sono in un mare di agitazioni, [legge piano

Lindoro. La lettera, signore, è del signor don Flaminio.

Roberto. Di mio figlio ? (con sorpresa)

Lindoro. Sì signore, è di lui.

Roberto. Eh andate, che siete pazzo. Credete voi ch’ io non conosca il carattere di mio figlio ? Dovreste conoscerlo ancora voi. No, la lettera non è scritta da lui.

Lindoro. V accordo che non pare scritta da lui ; ma si vede ch’ il carattere è alterato, è affettato. Esaminatela bene, e ci troverete dei tratti della sua mano. (I) Neil’ ed. Zaila è stampalo: altrellanlo è il padre e amoroso. (2) Forma dialet- tale. Le edizioni più recenti correggono : negherete.