Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/173

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search



dermi). (Ja sè) Ditemi, quella giovane, in confidenza, si potrebbe sapere chi è questa persona che la vorrebbe sposare ?

Tognina. Siete venuto qui per proporle una recita, o per pro- porle qualch’altra cosa ?

Filiberto. No, sono un galantuomo, e m’ interesso per il bene di

Tutti. Mi dite che la vostra padrona è buona, di buon carat- tere, e potrebb’ essere facilmente ingannata. Vi sono dei discoli, vi sono degl’ impostori, non sarebbe gran fatto che qualcuno tentasse di rovinada. Se sapessi chi è la persona, potrei illu- minar voi, e voi farvi merito, illuminando lei.

Tognina. In verità, voi mi mettete in grande apprensione. Il par- tito è buonissimo. Ma appunto il troppo bene mi potrebbe far dubitare...

Filiberto. Eh eh, figliuola mia. I giovinotti la sanno lunga. Se trovano il terreno debole, non mancano di profittare.

Tognina. Se questo fosse, darei alla disperazione per conto suo.

Filiberto. Conoscete voi la persona ?

Tognina. La conosco sicuramente.

Filiberto. Come si chiama?

Tognina. E un gentiluomo di questo paese...

Filiberto. Un gentiluomo ?

Tognina. E figlio unico...

Filiberto. Figlio unico ?

Tognina. Alle corte, è un certo signor don Flaminio...

Filiberto. Figliuolo del signor don Roberto ?

Tognina. Per l’appunto. Lo conoscete ?

Filiberto. Oh non conosco altri che lui.

Tognina. Vi pare che sia cattivo partito ?

Filiberto. Sarebbe ottimo.

Tognina. Lo credete capace d’ ingannare la mia padrona ?

Filiberto. No, ma mi pare impossibile ch’ egli si sia impegnato, come voi dite.

Tognina. Oh per impegnato lo è, ne son certa. L’ ama tenera- mente. E qui tutto il giorno da lei. E andato per affari in campagna, non ha potuto resistere, è venuto segretamente