Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/239

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LE INQUIETUDINI DI ZELINDA 233


ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Camera coll’armadio in fondo.
Un tavolino da una parte ben avanti, e una sedia.
Zelinda sola.

(Melanconica va pian piano all’armadio, lo apre, ne tira fuori la sua cestella da lavorare, e lo serra. Poi porta la sua cesta sul tavolino, siede e lavora senza dir niente pensosa, con qualche sospiro, ed asciugandosi qualche volta gli occhi col fazzoletto).

SCENA II.
Fabrizio e la suddetta.

Fabrizio. Eccomi qui, Zelinda. Sono stato dal notaro, ed ho avuto la copia del testamento, cioè di quella parte che vi riguarda. Ecco la vostra copia, tenete.