Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/268

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Fabrizio. Se essi non si sposano, ci sposeremo noi (’\)

Tognina. Questo è quel ch’ io voleva dire.

Fabrizio. Siamo liberi, e il nostro affare non ha a dipendere da nessuno.

Tognina. Bisogna pensare a ritrovar una casa, e ad ammobigliarla con un poco di buona grazia.

Fabrizio. Lindoro m’ ha fatto una proposizione che non mi di- spiace. Mi ha detto che potressimo far casa insieme. Sapete voi che questo ci potrebb’ essere d’un grand’ avvantaggio ?

Tognina. E vero ; ma cosa volete che facciamo in compagnia di queir uomo ch’ è d’ una gelosia insopportabile ?

Fabrizio. Oh v’ assicuro...

Tognina. Ha fatto una scena in questa casa contro sua moglie, che meritava d’ essere bastonato.

Fabrizio. V assicuro che non è più geloso.

Tognina. Non è più geloso ?

Fabrizio. No certo ; si è infinitamente cangiato.

Tognina. Se la cosa è così... Ma anche sua moglie mi pare di testa calda. L’ ho sentita qui in questa camera a fare una certa disputa col suo padrone...

Fabrizio. E vero, è donna d’impegno, ma è del miglior cuore del mondo.

Tognina. Anche Lindoro, fuori di quel tal difetto, mi pare un giovane assai proprio e civile...

Fabrizio. Sì, certo. E un figliuolo amabile, è una coppa d’oro.

Tognina. Ah eccolo qui per l’appunto.

SCENA II.

Lindoro e deili.

Fabrizio. Si padava appunto di voi.

Lindoro. Vi ringrazio della memoria ch’avete di me.

Fabrizio. Tognina sarebbe estremamente contenta che si potesse vivere insieme. ( 1 ) Ed. Zatla : sposaremo.