Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/39

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Flaminio. Non se n’ andrà....

Fabrizio. Signore, una parola in grazia. Con permissione della padrona. (a Flaminio, tirandolo in disparte)

Eleonora. (A costo di tutto vuo’ sostenere il mio punto), (da sè)

Fabrizio. (Caro signor padrone, perchè non lasciate sortir Zelinda?) non vedete voi che fuori di casa, lontana da vostro padre, e nel bisogno in cui sarà di soccorso, avrete miglior agio per vederla, trattarla ed obbligarla ad amarvi ?) (piano a don Flaminio)

Flaminio. (Hai ragione : non ci avevo pensato), (piano a Fabrizio)

Fabrizio. (Ci penso io per il mio proprio interesse). (da sè)

Eleonora. Che si fa, signori miei garbatissimi ? Si trama qualche insidia contro di me ?

Flaminio. Al contrario, signora mia. Fabrizio mi ha dette delle buone ragioni, ed io consento che Zelinda sia licenziata.

Eleonora. Oh, oh, che buone ragioni ha saputo dirvi ? come vi ha sì presto guadagnato lo spirito ? Posso essere a parte anch’ io di queste buone ragioni ? (Non mi fido ne dell’ un,) ne dell’ altro). (da sè)

Fabrizio. Signora, non è necessario che voi sappiate....

Eleonora. E’ tanto giusto ch’ io lo sappia, che vi farò parlare vostro malgrado.

Flaminio. Contentatevi che Zelinda sen vada.

Eleonora. Ma vuo’ sapere il perchè.

Flaminio. (Abbiamo fatto peggio, mi pare). (piano a Fabrizio)

Fabrizio. Orsù, poichè la signora vuol saper il segreto, conviene svelarlo.

Flaminio. (No, non facciamo....) (piano a Fabrizio)

Fabrizio. (Lasciate fare), (a don Flaminio) Son persuaso che la signora non vorrà mettermi in un imbarazzo. (ad Eleonora)

Eleonora. No, vi prometto di risparmiarvi ogni dispiacere.

Fabrizio. Sappiate dunque che ho scoperto al signor don Flaminio una cosa che lui non sapeva, e questa lo ha determinato ad acquietarsi su l’ articolo di licenziare Zelinda, e la cosa è questa.... ma per amor del cielo....

Eleonora. Non dubitate.